Audihile’s Weblog


Sondaggio Cnn, Obama e Mc Cain pari al 47%
Agosto 26, 2008, 2:10 pm
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Testa a testa tra Barack Obama e John McCain: i due sfidanti alla Casa Bianca, a meno di tre mesi dalle elezioni presidenziali, sono pari. Un sondaggio diffuso dalla Cnn, compiuto su un campio di 1.023 elettori, stima che entrambi i candidati ad oggi avrebbero il 47 per cento delle preferenze. «Ciò – si legge sul sito della tv americana – appare come un passo indietro per Obama, che il mese scorso aveva un vantaggio del 51% contro il 44% di McCain».A far scendere i consensi per il senatore dell’Illinois sarebbero le scelte dei sostenitori della sua ex rivale nel partito democratico Hillary Clinton. Dopo l’uscita di scena dell’ex first lady, infatti, non tutti i democratici avrebbero dirottato il proprio voto su Barack Obama. Secondo il direttore del settore sondaggi della Cnn, Keating Holland, «il 65% dei sostenitori della Clinton ora appoggia Obama. È un calo rispetto al 75% delle fine di giugno. Il 26% di essi ora dice che appoggerà McCain, un dato in aumento rispetto al 16% di fine giugno».Tra i motivi di delusione da parte dell’elettorato della Clinton, ci sarebbe la scelta di Obama di non averla designata come futura sua vice. Il candidato democratico, infatti, ha annunciato che, in caso di vittoria, al suo fianco alla Casa Bianca siederà Joe Biden. «Molti americani non sanno chi sia Biden – spiega ancora Holland – ma il quoziente di approvazione nei suoi confronti è superiore del 13% a quelli di disapprovazione.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78351



Mafia, lo scandalo delle finte confische
Agosto 26, 2008, 1:57 pm
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In Calabria scoppia lo scandalo dei beni confiscati alla ’ndrangheta. Palazzi, case, fabbriche, terreni, strappati alla mafia più ricca e potente e da riconvertire in attività sociali, come vuole la legge Rognoni-La Torre. Ma così non è perché quelle ricchezze spesso restano nelle mani degli stessi mafiosi, oppure, ed è l’ipotesi migliore, vengono consegnati in ritardo alle associazioni cui sono destinate. Spesso beni sottratti dopo anni di indagini risultano abbandonati e lasciati in uno stato di assoluto degrado. Incompetenze degli amministratori comunali, complicità, rapporti di parentela di tecnici e assessori con le famiglie mafiose, c’è tutto questo nell’inchiesta del Ros dei Carabinieri di Reggio Calabria.Trecento pagine, più una vasta documentazione fotografica, firmate dal colonnello Valerio Giardina e da tempo sui tavoli della procura antimafia. Un’inchiesta durata due anni e che ha passato al setaccio 803 beni immobili confiscati alle cosche. Di questi, fino al 16 maggio 2006, 307 sono stati consegnati dall’Agenzia del Demanio ai Comuni. «Dai primi accertamenti – si legge nell’informativa dei Carabinieri – è emerso che parte degli immobili sono stati assegnati ad enti o associazioni di impegno sociale con notevole ritardo, cioè solo alcuni anni dopo la loro presa in consegna. Alcuni non sono stati mai assegnati ad alcun ente, con iter procedurali avviati e mai conclusi, pertanto inutilizzati.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78259



Madrid, al decollo s’incendia aereo. 153 morti – Cronaca
Agosto 26, 2008, 1:52 pm
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Tragedia all’aeroporto internazionale di Barajas, a Madrid. Mercoledì 20 agosto un aereo MD-82 della compagnia low cost Spanair si è incendiato appena decollato alla volta di Las Palmas nelle Canarie, a bordo 172 persone, 161 passeggeri tra cui venti bambini, e nove membri dell’equipaggio. Secondo un ultimo bilancio fornito dal ministro spagnolo delle infrastrutture, Magdalena Alvarez, i morti sono 153, 19 i feriti in gravi condizioni. Interpellata dall’Ansa, l’Unità di crisi della Farnesina ha reso noto che sta effettuando verifiche su un nome che potrebbe essere di un italiano, Domenico Riso. Nella lista dei passeggeri fornita sul sito internet dalla Spanair il nome è seguito dalla sigla CHD che indica un bambino. Dalla lista non risulta la nazionalità delle persone a bordo, ma dai nomi sembra che si tratti per la quasi totalità di cittadini spagnoli.Il primo ministro Josè Luis Rodriguez Zapatero, rientrato a Madrid dalle vacanze ha tenuto una conferenza stampa all’aeroporto di Madrid dicendo che il suo governo è «sconvolto». «Voglio trasmettere il mio dolore, il mio cordoglio e la mia solidarietà alle vittime di questo terribile incidente», ha detto, aggiungendo che la commissione d’inchiesta deve iniziare subito il suo lavoro per determinarne le cause.Ancora nessuna certezza sulla dinamica dell’incidente. Secondo il ministro delle Infrastrutture spagnolo, Magdalena Alvarez (sotto il cui dicastero ricade la gestione dei trasporti), l’apparecchio ha iniziato la fase di decollo e il ruotino anteriore si era staccato da terra: non è chiaro se anche il carrello posteriore fosse già in volo; da notare comunque che l’aereo aveva già superato la velocità di non ritorno e avrebbe dovuto in ogni caso effettuare il decollo non potendo più fermarsi prima della fine della pista.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78214



Quella Primavera finita troppo presto – Una primavera a Praga
Agosto 26, 2008, 1:49 pm
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L’elezione di Alexander Dubcek a primo segretario del Partito comunista di Cecoslovacchia al posto di Antonin Novotny, il 5 gennaio 1968, chiudeva una fase per molti aspetti critica nell’evoluzione di quel paese. E ciò in un mondo nel quale ogni accenno al superamento degli equilibri esistenti era guardato dalle due superpotenze – Stati uniti e Unione sovietica – con sospetto, quando non come atto di aperta ostilità. Subito dopo l’inizio degli anni 60 in Cecoslovacchia si fecero evidenti i segni di una stagnazione economica. Si era esaurita la possibilità dello sviluppo estensivo che fino allora aveva permesso la crescita del prodotto interno lordo. La pianificazione centralizzata aveva privilegiato la crescita dell’industria pesante e aveva finito per dimostrarsi incapace di reagire con elasticità alla domanda crescente di beni di consumo. I tentativi esperiti per trovare una soluzione si rivelarono inadeguati, perché non modificavano la struttura del sistema politico, causa prima della crisi.Nel 1963 una serie di segnali permise agli osservatori più attenti di capire che il sommovimento investiva l’intera società cecoslovacca, in conseguenza di una destalinizzazione avviata in ritardo. Si tenne un convegno internazionale su Franz Kafka, che si concluse con due acquisizioni dirompenti: l’alienazione dell’uomo, fino allora ritenuta caratteristica delle società capitalistiche, esisteva anche in quelle cosiddette socialiste; bisognava ampliare il concetto di realismo socialista, affinché potesse comprendere anche l’opera kafkiana.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78202



L´opposizione
Agosto 24, 2008, 5:48 pm
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L´Unità cambia. Uno non può sapere che cosa viene dopo, ma questa è la normale condizione umana. Sappiamo quello che è successo prima, lo abbiamo letto nell´editoriale di Padellaro e nel comunicato dell´Editore.Molti diranno grazie a Padellaro (io lo faccio di cuore) con l´amicizia solidale di tutti questi anni, da l´Unità morta alla sua clamorosa rinascita e tenuta, unica nella storia dell´editoria, unico il lavoro che Padellaro, prima insieme, poi da solo (e con tutta la redazione, la più straordinaria che avremmo mai sognato di trovare in un giornale che era stato dichiarato finito) ha saputo fare. E noi – Padellaro e io – siamo fra coloro che danno il benvenuto e un augurio davvero sentito al nuovo direttore Concita De Gregorio.A coloro che, amando o stimando questo giornale, si domandano che cosa sta succedendo e perché, cerco di offrire una interpretazione che a me sembra corretta della vicenda: sono due storie diverse.Una è l´arrivo di una nuova solida proprietà e l´arrivo, contestuale, della nuova direzione. Bene arrivata. L´altra è l´uscita di Antonio Padellaro, voluta come se fosse una necessità. Quale necessità? E motivata come? Qui c´è uno spazio vuoto. Il giornale non era in pericolo e non versa in cattive acque. La redazione è tutta al suo posto e lavora bene. C´è un grado di armonia e di solidarietà raro nei giornali italiani.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78309



Oldrich Cerný:«Il mio appello sulla Bbc» – Una primavera a Praga
Agosto 24, 2008, 5:42 pm
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Mentre soldati e blindati del Patto di Varsavia occupavano le vie praghesi, attraverso la Bbc un giovane ceco fece appello al mondo affinché non dimenticasse il suo Paese. Quell’appello era uscito per vie clandestine. Chi lo pronunciò, l’allora 22enne Oldrich Cerný, lo ha ascoltato per la prima volta solo il mese scorso, nelle registrazioni dell’emittente britannica. Oggi dirige sia la fondazione di incontri internazionali Forum 2000 sia l’Istituto praghese degli studi di sicurezza. Prima ha fatto il traduttore, il produttore teatrale, l’editore e, con l’avvento della democrazia, il consigliere del presidente Havel dal ’90 al ’93.Come uscì il suo messaggio? «Studiavo filosofia e letteratura inglese e americana, qui a Praga avevo amici inglesi e nel secondo giorno dell’occupazione usai questa opportunità per registrare il messaggio per News of the World. Loro lo portarono fuori dalla Cecoslovacchia, io l’ho ascoltato da poco grazie agli archivi della Bbc».Temeva ritorsioni? «Il potere non ha mai saputo che ero io. Ebbi un po’ di paura più tardi, quando fu pubblicato un elenco di pubblicazioni underground uscite negli Usa e in Occidente: non c’era il mio nome ma temevo che scoprissero i miei studi. Non se ne accorsero, la scampai e potei laurearmi».Nell’appello chiese che il mondo non dimenticasse la Cecoslovacchia. Vi sentivate abbandonati? «Chiedevo di non essere dimenticati dopo che l’invasione non fosse stata più in cima alle notizie internazionali.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78240



La Vecchia Europa – Olimpiadi
Agosto 24, 2008, 4:54 pm
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I cento metri sono stati affare americano fra gli uomini (tutti i finalisti lo erano, con maggioranza del Caribe) e giamaicano fra le donne. Il mezzofondo è un regolamento di conti africano, fra keniani e etiopi veri e keniani e etiopi arabizzati con i soldi dei sultani e degli sceicchi. S´inserisce l´Africa mediterranea. Nei concorsi (salti, lanci) domina la scuola slava, polverizzata in molte bandiere, e sempre di più. In queste discipline s´affaccia ogni tanto un greco, un rumeno, mentre fa scena muta la ‘vecchia’ Europa: è sparita. Nei primi tre giorni di atletica leggera, che è pur sempre la disciplina più probante, diffusa in tutto il mondo, Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania hanno prodotto solo un misero argento, grazie ad un algerino naturalizzato francese, nei 3 mila siepi e con somma sorpresa. Anche la ‘nuova’ Spagna è spettatrice.

Il salto in lungo maschile di ieri sera è stato esemplare: si è vinto con misure modestissime, le più basse da 36 anni. La specialità è tornata agli anni settanta, forse più indietro ancora. E nemmeno questo viaggio a ritroso ha incontrato gli Stati suddetti. L´Italia è un pianto, e si sapeva, aggrappata alle prove estreme (maratona, marcia). Ma le altre attraversano la stessa crisi: gli inglese hanno tradizione nel mezzofondo, dove hanno mostrato atleti di classe immensa (Owett, Coen, Cram), la Francia, ma anche gli stessi britannici – con la ‘riserva’ coloniale – hanno avuto velocisti di rango, e José Marie Perec (a metà degli anni novanta) fu l´ultima atleta capace di avvicinare i tempi proibiti e posticci delle varie Koch, Kratochvilova.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78191



Georgia, navi russe rimarranno al porto di Poti
Agosto 24, 2008, 4:49 pm
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Il presidente georgiano Saakashvili Divergono le interpretazioni di Tbilisi e di Mosca sull’accordo mediato dalla presidenza francese dell’Ue per mettere fine al conflitto russo-georgiano, mentre sale la tensione sul Mar nero, dove la flotta russa rischia di trovarsi faccia a faccia con navi militari della Nato. La Russia, attraverso il suo vicecapo di stato maggiore Anatoli Nogovitsin, fa sapere di riservarsi il diritto di pattugliare le città georgiane come il porto di Poti, dato che il quinto punto dell’accordo prevede «misure rinforzate di sicurezza», e che i trattati di pace del 1992 davano spazio a controlli di «caschi blu» anche in territorio georgiano. Ma il parlamento di Tbilisi, su richiesta del presidente, Mikhail Saakashvili, proroga lo stato di guerra di due settimane, fino all’8 settembre, e afferma che il ritiro russo non è affatto completato, in violazione del documento firmato dalle parti. Nogovitsin si dice preoccupato del rafforzamento di navi della Nato nel Mar nero – alle fregate spagnola e tedesca si sono aggiunte una nave Usa e una polacca, mentre sono attesi altri due vascelli militari statunitensi, ufficialmente per portare aiuti umanitari – anche perchè la zona continua a essere pattugliata dalle navi della flotta russa.«Non credo che ciò contribuisca alla soluzione della crisi», ha detto il generale: «La situazione nel Mar Nero ha la tendenza a un aggravamento». Lo stato maggiore russo denuncia anche concentrazioni di truppe di Tbilisi al centro della Georgia e attività dei servizi segreti georgiani per preparare covi in vista di attacchi terroristici contro l’Ossezia del Sud.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78305



L´opposizione
Agosto 24, 2008, 3:50 pm
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L´Unità cambia. Uno non può sapere che cosa viene dopo, ma questa è la normale condizione umana. Sappiamo quello che è successo prima, lo abbiamo letto nell´editoriale di Padellaro e nel comunicato dell´Editore.Molti diranno grazie a Padellaro (io lo faccio di cuore) con l´amicizia solidale di tutti questi anni, da l´Unità morta alla sua clamorosa rinascita e tenuta, unica nella storia dell´editoria, unico il lavoro che Padellaro, prima insieme, poi da solo (e con tutta la redazione, la più straordinaria che avremmo mai sognato di trovare in un giornale che era stato dichiarato finito) ha saputo fare. E noi – Padellaro e io – siamo fra coloro che danno il benvenuto e un augurio davvero sentito al nuovo direttore Concita De Gregorio.A coloro che, amando o stimando questo giornale, si domandano che cosa sta succedendo e perché, cerco di offrire una interpretazione che a me sembra corretta della vicenda: sono due storie diverse.Una è l´arrivo di una nuova solida proprietà e l´arrivo, contestuale, della nuova direzione. Bene arrivata. L´altra è l´uscita di Antonio Padellaro, voluta come se fosse una necessità. Quale necessità? E motivata come? Qui c´è uno spazio vuoto. Il giornale non era in pericolo e non versa in cattive acque. La redazione è tutta al suo posto e lavora bene. C´è un grado di armonia e di solidarietà raro nei giornali italiani.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78309



D’Alema: «Così diventammo antisovietici» – Una primavera a Praga
Agosto 24, 2008, 11:33 am
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Un viaggio nel tempo. Una riflessione a cavallo della testimonianza personale di chi visse in presa diretta quelle drammatiche giornate di quarant’anni fa e le riflessioni maturate nel corso del tempo da quel ragazzo allora diciottenne divenuto un leader politico e di governo: Praga ’68 nelle considerazioni di Massimo D’Alema. Considerazioni che partono dall’oggi e dal conflitto che, quarant’anni dopo, vede ancora impegnati i carri armati russi.Quarant’anni dopo l’agosto di fuoco a Praga, di nuovo un conflitto armato, quello con la Georgia, vede protagonista la Russia. Qual è la tua valutazione di una crisi che non può dirsi ancora conclusa?«Innanzitutto speriamo che l’iniziativa politica e diplomatica riesca effettivamente a fermare la violenza e ad evitare un’escalation del conflitto. È evidente che i conflitti di oggi hanno una natura fondamentalmente diversa. Allora fu determinante l’elemento ideologico, e cioè la volontà di stroncare sul nascere un esperimento di socialismo democratico che avrebbe potuto destabilizzare l’impero sovietico e i Paesi dell’Est. Oggi è la difesa di una sfera d’influenza russa in aree geograficamente ed economicamente strategiche, in particolare nell’Asia centrale. E rimane una forte carica nazionalista che è anche il lascito di una lunga stagione imperiale. Naturalmente non si può accettare una politica di ingerenza e l’uso indiscriminato della forza da parte della Russia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78200