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Inghilterra: dopo il fallimento di XL, a rischio l’intero settore viaggi
Settembre 18, 2008, 10:02 pm
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Il crollo del tour operator inglese XL oltre a mettere migliaia di dipendenti di fronte allo spettro del licenziamento, ha abbandonato all’estero circa 90mila turisti in numerose località del globo. I 21 aerei della compagnia restano a terra. Proprio l’impossibilità di sostenere i costi per far volare la flotta ha spinto la XL, terza compagnia turistica della Gran Bretagna, a portare i libri contabili in tribunale.Le autorità dell’aviazione civile britannica stanno organizzando il rientro dei cittadini con vari metodi, dalla sistemazione a bordo di aerei con posti liberi a voli charter organizzati appositamente e presi dalla British Airways, dalla Thompson, dalla Easyjet e altre compagnie; saranno necessari centinaia di voli. 67mila viaggiatori avevano prenotato direttamente con la XL, altri 23mila per il tramite di altre compagnie.La Virgin Atlantic ha offerto speciali tariffe per i passeggeri che dovranno rientrare da aeroporti in Florida e nei Caraibi. Forse altre 30 aerolinee potrebbero fare bancarotta entro la fine dell’anno per colpa dei prezzi del petrolio e della recessione economica; è l’allarme lanciato dall’amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, nel giorno in cui il settore turistico in Gran Bretagna trema sotto il crollo della terza compagnia inglese nel ramo, la XL, che ieri ha inchiodato a terra la sua flotta aerea e ha depositato i libri in tribunale. La crisi Alitalia si svolge in questo contesto, mentre il prezzo del petrolio risale anche a causa dell’uragano Ike nel golfo del Messico e in Gran Bretagna centinaia di migliaia di turisti già in viaggio o ancora a casa vedono stravolte le loro vacanze.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78974



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