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di Monica Piccini
Milano Dopo il successo di Affari tuoi, il gioco dei pacchi di Raiuno condotto dal 2006 fino allo scorso giugno, Flavio Insinna è ora in tournée per l’Italia con Senza Swing, uno spettacolo teatrale che parla di sogni possibili e che lo vede protagonista insieme a un’orchestra di nove elementi. Lo show che girerà l’Italia fino a marzo (al Ciak-Fabbrica del Vapore di Milano, dal 6 novembre) porta la firma di Giampiero Solari, regista, e di Bibi Ballandi, produttore di successi come gli one man show di Fiorello e Morandi. «Tutto grazie alla popolarità che mi ha dato la tv, dai telefilm ai pacchi», dice l’attore romano senza falsa modestia. Anticipando chi vede in questo suo ritorno al teatro una scelta un tantino snob.
Ma in fondo il teatro è il suo primo amore…
«Infatti, dopo aver superato l’esame di ammissione a Medicina – mio padre è medico e pensavo di voler far anche io la professione – a 21 anni mi sono iscritto a un corso di recitazione a Roma. La mia grande passione. Dopo due anni, a cento metri dalla scuola vedo una fiumana di ragazzi. Sono lì per i provini d’ingresso al Laboratorio teatrale di Gigi Proietti. Faccio anch’io tutta la trafila e vengo ammesso. Qualcuno potrà dire: “era meglio se facevi il medico”, ma per quanto mi riguarda faccio questo mestiere da 22 anni con grande passione. Senza raccomandazioni né sotterfugi.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303023
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Guy de Maupassant (1850-93) è lo scrittore francese che con più lucidità ha raccontato la follia dei tempi moderni, che con più vigore e ironia ha condannato la mediocrità della società borghese di fine ’800 «destinata a girare a vuoto in un mondo che non ammette più immaginazione». Una società che Maupassant ha frequentato assiduamente soprattutto dopo il successo di Bel Ami, il suo romanzo forse più famoso. Ma quei salotti e quella Parigi che «non ha nulla da attendere dal mondo» sembrano essere dimenticati dallo scrittore in Amo la notte con passione: brevi, a volte brevissimi racconti che compongono l’antologia a giorni nelle librerie (Mattioli 1885, pagg. 84, euro 10). Una raccolta che come ultima prosa propone la novella – per la prima volta tradotta in italiano e che qui pubblichiamo in anteprima – I Boulevard, che si contraddistingue per una visione quasi romantica di quella stessa Parigi che Maupassant ha sempre condannato.Maestro della prosa breve, autore di «racconti inarrivabili» (come scrisse Henry James) che il pubblico francese comprese subito perché «i lettori di Maupassant sono lettori capaci di afferrare al volo», in Amo la notte con passione Maupassant ci catapulta nella Parigi notturna, popolata da protagonisti che si aggirano come ombre sotto le luci dei primi lampioni a gas o nel buio dei propri incubi. Nel racconto I Boulevard, invece, come il più compunto dei flaneur, lo scrittore francese descrive con inusuale piacere il trascorrere delle giornate e la trasformazione di quei viali in cui «i frequentatori si conoscono tutti come i borghesi delle piccole città».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303021
di Claudio De CarliDi tutto quanto poteva dire a fine gara, Mourinho ha scelto un commento che in battuta sembra di una banalità very special, invece sintetizza bene quanto si è visto: «La differenza fra un punto e tre punti è il gol di Cordoba». Poi per i non sintetizzati sul suo pensiero ha spiegato che avrebbe detto le medesime cose anche se la partita fosse finita 2-2. Magari meno rilassato.Reggina-Inter è stata spettacolare ma pur accorgendoci che tutti gli interisti cercavano di svolgere oltre le proprie caratteristiche il compito affidato, la sensazione che Mou ha lasciato, a un certo punto, è stata che anche noi, messi in panchina al suo posto, qualche cosa avremmo portato a casa. Tanto ed enorme era il divario nell’uno contro uno fra i giocatori della Reggina e quelli dell’Inter. Eppure l’Inter ha fatto una fatica atomica per portare a casa i tre punti, segno che qualcosa ha impedito una sacrosanta goleada riducendola allo scarto di un solo e misero gol.Si potrebbe quasi azzardare che la differenza sia stata quasi azzerata dalla Reggina con una migliore visione della gara. E probabilmente qualche merito va a Orlandi che di conseguenza ne toglie qualcuno a José.Mou ha già avuto modo di riprendere qualche collega che azzardava formazioni e commenti a fine gara. Ma in tanti si sono accorti che Vieira stava faticando come un fabbro e perfino Zanetti aveva la lingua a scaglie. E questo perché due contro tutti in mezzo al campo è uno scontro eroico ma alla fine fa schiattare.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303036