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Arrivano i parlamentari europei e Roberto Maroni diventa amico dei rom. Niente aggravante di clandestinità per i cittadini comunitari, nessuno sgombero dei campi nomadi senza una soluzione alternativa e niente schedatura su base etnica o religiosa come è successo qualche tempo fa nei campi nomadi napoletani. Questi gli impegni presi dal ministro durante la visita dei deputati della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo. Pur di fare bella figura con il Commissario europeo Jaques Barrot e dimostrare che l’Italia non è un paese razzista il ministro degli Interni “ammorbidisce” i toni usati fino ad ora contro i rom e promette che nel decreto definitivo non ci sarà nessuna violazione delle norme comunitarie. Come scritto sulla risoluzione votata da Strasburgo, che condanna le politiche discriminatorie adottate verso i nomadi dal nostro paese, venerdì gli eurodeputati hanno incontrato le autorità italiane e visitato i campi rom. La delegazione della Commissione di Strasburgo, guidata dal Presidente Gerard Deprez, è stata ricevuta dal Garante della privacy, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ed il ministro degli interni Maroni. Nel pomeriggio gli eurodeputati hanno visitato il campo nomadi del Casilino 900 e il campo di via Salone. Questioni piu calde; la raccolta delle impronte digitali e le precarie condizioni dei campi nomadi italiani. «Non ci sono parole per descrivere quello che ho visto: una situazione che insulta la dignità umana» ha detto Deprez, definendo le condizioni in cui versa il campo nomadi Casilino 900.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79147
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Fantasmi neri. Aleggiano sui poliziotti in tenuta antisommossa che stazionano nei pressi del Duomo. Sono in tremila quelli che vedi per le strade di Colonia. Pare che ce ne siano altrettanti pronti a intervenire se la situazione precipita. I fantasmi soffiano sulle espressioni spaventate dei ragazzi turchi, asiatici, arabi che passeggiano in centro, che trovi come commessi nei negozi, come inservienti nei ristoranti, come tassisti, come addetti alle pulizie, li senti vibrare nell’aria quando decine di camionette della polizia ti corrono davanti a sirene spiegate, mentre un elicottero sorvola sempre lo stesso triangolo di cielo: dalla piazza del Duomo a Ehrenfeld, dove verrà costruita una delle più grandi moschee d’Europa, all’Heumarkt, dove oggi si terrà una delle più grandi manifestazioni dell’estrema destra europea. Ieri la placida Colonia – città-laboratorio del multiculturalismo, che conta oltre 300 mila immigrati, di cui 64 mila con passaporto turco – ha assaggiato schegge di paura. In questo venerdì di Ramadan, contro un ragazzo all’apparenza turco si è scatenata una caccia all’uomo nel quartiere periferico di Rodenkirchen: è stato salvato per un pelo dalle forze dell’ordine. I fantasmi sono i millecinquecento estremisti di destra che si sono dati appuntamento qui, chiamati a raccolta dal comitato «Pro Koeln» per lanciare una grande manifestazione «anti-Islam» che oggi rischia di mettere la quarta metropoli tedesca a ferro e fuoco, tra bande di teste rasate pronte a menar le mani e, forse, qualche gruppo di sinistra deciso a non subire.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79149