C’era bisogno di un progetto forte di sviluppo e l’abbiamo fatto ‒ dice Fiorini – nei prossimi tre anni il sistema investirà 60 milioni di euro per realizzare o ammodernare le strutture di vendita.
Si rafforza il patrimonio netto ‒ ha spiegato il direttore Luigi Pavana – che passa da 39 a 78 milioni di euro, per effetto della rivalutazione di 33,5 milioni di euro delle strutture produttive attuali in previsione della vendita nei prossimi anni dopo lo spostamento della sede a Spini..
Buone notizie per le Famiglie Cooperative socie del Sait: potranno beneficiare di 3,9 milioni di euro di ristorno in capitale, pari al 3% del ritirato da magazzino, e di un dividendo di 815.000 euro, che corrisponde ad un rendimento del 3,5% sul capitale sociale (+16,4% rispetto all’anno prima).
Nella cooperazione di consumo lavorano 2400 persone, distribuite tra i punti vendita delle Famiglie Cooperative, di Sait e Superstore di Trento e Rovereto.
Fonte:
http://www.avvenire.it/GiornaleWEB2008/Templates/Pages/ArticlesInItaliaCresce.aspx?IdArticolo=f0731d78-7437-4c7e-94d2-8b5659bae8d1
Archiviato in: new age | Tag: crisi, molto, mondo, prima, roubini, sapeva, subprime, tempo
Questo è la derivazione del fallimento del credito sintetico,l’assunzione del rischio del deterioramento del profilo di credito dell’emittente.Il credito sintetico non è come erroneamente molti scrivono una polizza assicurativa,infatti non trasferisce il rischio,al contrario se ne assume la scommessa che il rapporto sottostante salti in aria,dunque si entra nella logica del maggior profitto,per chi acquista un cds,il rischio più alto è il guadagno più alto per un protection seller(venditore di protezione) ,ma in termini semplici è il rischio insolvenza,il fallimento.Quando l’intero sistema finanziario,bancario e assicurativo,si fa prendere alla gola e basa le sue strategie inseguendo questa logica,è come se tutti si fossero dati appuntamento al Grand Casinò Royal.L’esasperazione del credito sintetico si impernia dunque sul continuo aumento dei prezzi immobiliari perchè la priorità è vendere contratti sottostanti(mutui),che ovunque nel mondo sono lievitati come per magia,giorno per giorno.Eppure nel lontano 2005 scrissi proprio alle competenti autorità di controllo e vigilanza del sistema bancario ,mettendole in guardia da questa eventualità,quando Alan Greenspan parlava di mercato immobiliare come la schiuma del cappuccino,noi qui da Corsera.it scrivemmo “Il Cappuccino italiano è avvelenato,la tempesta perfetta dei sistemi economici .” Questo articolo era incentrato interamente sul pericolo dei finanziamenti allegri del sistema bancario alle principali società immobiliari quotate e non,al credito facile concesso e alle perizie immobiliari del tutto fuorviate da parametri ormai fuori controllo.Ma come tutti sappiamo questi banchieri o molti di quest banchieri non finanziavano attività sane,finanziavano acquisti per intascare tangenti.
Sono in crisi anche i grandi fondi immobiliari che hanno fatto incetta di immobili a uso promiscuo come i famosi industriali Telecom e Tim o Enel che non trovano collocazione sul mercato se non attraverso i famigerati fondi immobiliari, una vera e propria “fregatura” che si sta rifilando al mercato con prezzi di conferimento gonfiati e che nessuno controlla, tanto meno gli organi di tutela dei risparmiatori della Banca d’Italia in mano al Governatore Antonio Fazio.
Guardiamo ai mercati finanziari,non si può prescindere da una analisi corretta del mercato immobiliare senza tenere conto che sono i mercati azionari che devono rinnovare il valore delle aziende per migliorarne la redditività e quindi il loro potenziale finanziario nei confronti dei mattoni.e quei mercati sono nella crisi profonda dopo due anni di conflitto,petrolio alto,cambio euro dollaro spaventoso per le aziende europee esportatrici.Siamo dunque all’interno di un sistema “avvitato” e quindi molto appetibile per i grandi capitali che si stanno spostando verso le fonti finanziarie primarie.Se il mercato americano comincerà a reagire nei prossimi due o tre mesi con l’annuncio dell’uscita delle truppe americane dall’Iraq credo che assisteremo al peggiore ruzzolone del settore immobiliare degli ultimi 40 anni con un effetto debordante creatosi con l’aumento fittizio del cambio euro lira soprattutto sul mercato nostro interno:su questo effetto cambio ha giocato un ruolo prevalente anche il sistema finanziario americano che è volato sulla torta con i principali fondi di investimento acquistando immobili ovunque e a qualsiasi prezzo,scaricandone la maggior parte dei cespiti prima che fosse tardi.
Sono in crisi anche i grandi fondi immobiliari che hanno fatto incetta di immobili a uso promiscuo come i famosi industriali Telecom e Tim o Enel che non trovano collocazione sul mercato se non attraverso i famigerati fondi immobiliari, una vera e propria “fregatura” che si sta rifilando al mercato con prezzi di conferimento gonfiati e che nessuno controlla, tanto meno gli organi di tutela dei risparmiatori della Banca d’Italia in mano al Governatore Antonio Fazio.
Fonte:
http://www.corsera.it/notizia.php?id=215
Forse si riapre la possibilità di salvare l’Alitalia – anche se nessuno ha chiarito perché dovesse essere salvata contemporaneamente anche AirOne, che è sempre stata un oggetto accuratamente nascosto, e che ha certamente complicato le scelte Cai e complicherà quelle di eventuali nuovi partner. La chiamata di Fantozzi ad altri interessati servirà anche a togliere di mezzo il dubbio che ha attraversato le menti di tutti gli osservatori (e che, incautamente, Sacconi ha fatto suo) e cioè che Cai non abbia voluto continuare la trattativa con i piloti, perché la crisi finanziaria mondiale aveva tagliato i finanziamenti sui quali contava la cordata. Se non è così, CAI deve ripresentarsi, pena una perdita di credibilità nel mondo finanziario e in quello imprenditoriale – se non aveva a disposizione freschi capitali di rischio, ma doveva contare su prestiti ed obbligazioni, l’offerta non era solida, perché avrebbe caricato Alitalia di nuovi debiti (nessuno può dimenticare la privatizzazione di Telecom). Le difficoltà del mondo finanziario sono ancora presenti, nonostante le misure del governo Bush, e continua l’incertezza sulle cause della crisi. In queste condizioni, è possibile che la chiamata di Fantozzi, certamente tardiva, non abbia successo e non perché il patrimonio Alitalia non sia attraente, dopo che si è ripulita la società dai suoi debiti, ma perché è difficile trovare, ora, nuovi capitali disponibili ad impegnarsi nel lungo periodo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79197
Archiviato in: new age | Tag: acqua, blu, bollette, economia, nuovo, oro, privati, usura
Più preziosa dell’oro, più redditizia del petrolio. In Italia l’acqua, da bene primario, da diritto fondamentale si sta trasformando in merce per multinazionali. Un business sempre più redditizio. Negli ultimi cinque anni le tariffe sono aumentate in media del 35 per cento. Una crescita seconda solo a quella del greggio. E figlia di una privatizzazione feroce, compiuta in nome di una falsa efficienza. Ottenuta, spesso, con la complicità delle istituzioni pubbliche che, per incompetenza o per colpa, hanno abbandonato agli appetiti dei privati il controllo e la gestione del sistema idrico.Il punto di svolta è il 5 gennaio del 1994 con la Legge Galli (poi confluita nell’aprile 2006 nel Codice Ambientale) che viene emanata con l’obiettivo di semplificare la gestione pubblica delle acque, all’epoca ripartita tra ben novemila diversi soggetti. Vengono definiti 91 Ato (Ambiti territoriali ottimali), ovvero le aree di riferimento per la fornitura dei servizi idrici. Ciascun Ato è posto sotto il controllo degli enti locali. I quali, però, hanno spesso il doppio ruolo di azionisti affiancando i privati. Che in un mercato potenziale da 8 miliardi di euro si ficcano a capofitto. Come ‘Acea’ o le multinazionali francesi ‘Suez’ e ‘Veolia’, che tra gestione e incroci azionari, si stanno mangiando fette di territorio a costo quasi zero. Perché i privati nell’acqua non investono o investono poco. Neanche il 10 per cento del dovuto.Come rilevato dall’Antitrust, per l’acqua si assiste alla sostituzione di monopoli pubblici con monopoli privati.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79031
Archiviato in: new age | Tag: baffi, dai, guareschi, nel, nome, oggi, peppone, satira
«Non muoio neanche se m’ammazzano». Diavolo d’un Guareschi, bastian contrario e irriverente, Giovannino senza paura. Cent’anni dalla sua nascita e il convegno «La Satira Politica» dedicato a lui, ieri a Villa Durazzo di Santa Margherita Ligure, promosso da Centro Internazionale di Studi Italiani e Comune. Un omaggio alla satira che fu, una cavalcata briosa dalla Grecia classica, dalla Roma imperiale al Medioevo e su a crescere fino ad oggi passando per il Fascismo. Con le succose sperimentazioni del Bertoldo, la delegittimazione della guerra, il Trilussa armato di penna e il Monicelli de «Vogliamo i colonnelli». Apre il direttore del Centro Dino Cofrancesco, il saluto a Guareschi e la zoomata sulla «rilevanza politica e culturale della satira». Con nota malinconica: «La satira politica è il genere artistico, cinematografico, letterario più in declino in Italia». Ahi Giovannino, che vedi sbottare nei baffi di Peppone. «Satira che oggi è diventata uno strumento didattico a servizio di una causa politica. Senza precedenti nella storia dell’Occidente». È stata la critica che ha ficcato lo sguardo a fondo nei mali della società, e «quando si mette a servizio di una causa perde mordente». Vedi Totò che imita voce e pose del duce («Totò contro Maciste»): piace e accomuna tutti. Vedi Chaplin, nessuna partigianeria: «La satira colpisce il potere e la sua ineguale distribuzione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291223
Archiviato in: new age | Tag: alla, georgia, libera, missione, polizia, via
da BruxellesVia libera dei ministri europei alla missione di polizia Ue in Georgia, mentre monta la tensione sulle scelte militari preventive di Mosca e Bruxelles. Nel vertice di ieri i 27 Paesi hanno dato il loro sì ai 200 osservatori della European Union Monitoring Mission. Le forze verranno dispiegate per monitorare le aree di crisi in Ossezia del Sud e Abkhazia e l’attuazione del piano di pace in sei punti tra Mosca e Tbilisi. Il ministro italiano degli Esteri, Franco Frattini, ha precisato che si tratterà di un compito di «polizia in senso ampio, non solo di osservazione». «Nelle prospettive di medio periodo, l’Ue ha chiesto di più – ha aggiunto il capo della Farnesina – e lo dovrà negoziare». Il piano prevede, a partire dal 1° ottobre, il contributo militare di Francia, Germania e Italia (quest’ultima impiegherà 40 uomini) con esperti militari, di polizia e dei diritti umani. Da parte sua la Russia schiererà nelle due regioni separatiste un totale di 7600 uomini. Gli accordi di cooperazione tra Mosca, Ossezia del Sud e Abkhazia avranno anche una «componente militare», come ha ribadito ieri il presidente russo Dmitri Medvedev. Che ad alcuni imprenditori ha poi detto a chiare lettere che la Russia risponderà a eventuali sanzioni con la stessa moneta: «Se qualcuno prova ad imporre sanzioni, ne subirà le conseguenze, e saranno equivalenti. Credo che non lo voglia nessuno».Mentre il Cremlino alza i toni, la Nato è arrivata ieri a Tbilisi per la sua missione di solidarietà alla popolazione georgiana.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=290826
L´Unità cambia. Uno non può sapere che cosa viene dopo, ma questa è la normale condizione umana. Sappiamo quello che è successo prima, lo abbiamo letto nell´editoriale di Padellaro e nel comunicato dell´Editore.Molti diranno grazie a Padellaro (io lo faccio di cuore) con l´amicizia solidale di tutti questi anni, da l´Unità morta alla sua clamorosa rinascita e tenuta, unica nella storia dell´editoria, unico il lavoro che Padellaro, prima insieme, poi da solo (e con tutta la redazione, la più straordinaria che avremmo mai sognato di trovare in un giornale che era stato dichiarato finito) ha saputo fare. E noi – Padellaro e io – siamo fra coloro che danno il benvenuto e un augurio davvero sentito al nuovo direttore Concita De Gregorio.A coloro che, amando o stimando questo giornale, si domandano che cosa sta succedendo e perché, cerco di offrire una interpretazione che a me sembra corretta della vicenda: sono due storie diverse.Una è l´arrivo di una nuova solida proprietà e l´arrivo, contestuale, della nuova direzione. Bene arrivata. L´altra è l´uscita di Antonio Padellaro, voluta come se fosse una necessità. Quale necessità? E motivata come? Qui c´è uno spazio vuoto. Il giornale non era in pericolo e non versa in cattive acque. La redazione è tutta al suo posto e lavora bene. C´è un grado di armonia e di solidarietà raro nei giornali italiani.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78309
L´Unità cambia. Uno non può sapere che cosa viene dopo, ma questa è la normale condizione umana. Sappiamo quello che è successo prima, lo abbiamo letto nell´editoriale di Padellaro e nel comunicato dell´Editore.Molti diranno grazie a Padellaro (io lo faccio di cuore) con l´amicizia solidale di tutti questi anni, da l´Unità morta alla sua clamorosa rinascita e tenuta, unica nella storia dell´editoria, unico il lavoro che Padellaro, prima insieme, poi da solo (e con tutta la redazione, la più straordinaria che avremmo mai sognato di trovare in un giornale che era stato dichiarato finito) ha saputo fare. E noi – Padellaro e io – siamo fra coloro che danno il benvenuto e un augurio davvero sentito al nuovo direttore Concita De Gregorio.A coloro che, amando o stimando questo giornale, si domandano che cosa sta succedendo e perché, cerco di offrire una interpretazione che a me sembra corretta della vicenda: sono due storie diverse.Una è l´arrivo di una nuova solida proprietà e l´arrivo, contestuale, della nuova direzione. Bene arrivata. L´altra è l´uscita di Antonio Padellaro, voluta come se fosse una necessità. Quale necessità? E motivata come? Qui c´è uno spazio vuoto. Il giornale non era in pericolo e non versa in cattive acque. La redazione è tutta al suo posto e lavora bene. C´è un grado di armonia e di solidarietà raro nei giornali italiani.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78309
Denunciato per truffa per aver esposto sulla propria auto, parcheggiata in un posto riservato ai disabili, un permesso intestato a una persona deceduta. È successo a Grottaferrata, dove i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà il conducente dell’auto, un 68 enne. I militari hanno anche sequestrato due auto per mancanza della copertura assicurativa ed elevato 20 contravvenzioni per varie violazioni alle norme sulla sosta.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275316