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Roma – «Non c’è più nulla di cui discutere, non c’è una lira in più da condividere». Il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha spiegato alle nove sigle sindacali riunite a Palazzo Chigi per discutere del salvataggio di Alitalia che non ci sono ulteriori margini di modifica della proposta. In due settimane di trattative, ha aggiunto, le organizzazioni dei lavoratori hanno già ottenuto «più di quello che era previsto potessero ottenere».
Certo, anche se Colaninno ha iniziato la sua relazione sottolineando che «non è un aut aut ma un tentativo di rilanciare Alitalia con il consenso dei lavoratori», il tempo a disposizione è scaduto. «La risposta deve arrivare entro le 15.50 di domani (oggi, ndr)», ha precisato, a scanso di equivoci, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Alle 16, infatti, si riunirà il vertice di Cai per stabilire se proseguire con l’offerta oppure desistere.
Il giorno fatidico si avvicina e gli auspici non sono i migliori. Ieri lo sciopero indetto dal sindacato Cub ha costretto la ex compagnia di bandiera a cancellare 40 voli. I disagi negli aeroporti sono stati acuiti anche dalle manifestazioni di protesta di assistenti di volo e personale di terra che sono proseguite in serata.
Un’ultima concessione, però, è stata fatta: Cai è disponibile a redistribuire ai lavoratori il 7% degli utili al netto delle tasse dopo il primo biennio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291481